Share This Article
Benvenuti nel 2024, dove il concetto di leadership si è evoluto più rapidamente del lievito madre durante il lockdown.
Il leader ideale del 2024 non è più quello che comanda con polso di ferro e voce tonante, ma piuttosto quello che si muove come un direttore d’orchestra in un concerto di jazz, dove l’improvvisazione e l’ascolto sono più importanti della rigida direzione.
L’epoca del “comandare e controllare” è passata, sostituita da una nuova era di “guidare e ispirare”.
Prendiamo Simon Sinek, per esempio. L’autore di “I Leader mangiano per ultimi” ci dice che il vero leader è colui che crea un ambiente sicuro dove i membri del team possono esprimere liberamente le proprie idee e, soprattutto, i propri dubbi.
Sinek ci paragona a pastori: “Rimanete dietro al gregge, lasciando che i più agili vadano avanti, e gli altri li seguiranno, senza rendersi conto che sono sempre stati guidati da dietro”.
Ecco, secondo lui dovremmo diventare tutti dei pastori invisibili. Meno visibile, ma più influente, dice. Insomma, meno Chuck Norris e più David Copperfield.
Ora, immaginate un leader come un giardiniere zen. Sì, avete capito bene: un tipo che pazientemente cura il suo giardino senza mai forzare la crescita delle piante. Invece di costringere i fiori a sbocciare, questo illuminato prepara il terreno, annaffia regolarmente e rimuove le erbacce, lasciando che il sole e la natura facciano il resto.
Meno manager d’acciaio e più Mr. Miyagi, capite? Un tale leader non si preoccupa di raccogliere i frutti del proprio lavoro, ma si concentra sulla creazione delle condizioni ottimali affinché ognuno possa dare il meglio di sé.
Il leader del 2024 deve anche essere un maestro del paradosso. Deciso, ma flessibile, visionario, ma pragmatico, empatico, ma capace di prendere decisioni difficili.
Può trovare ispirazione nei personaggi letterari di Italo Calvino, che ha scritto: “Prendi la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.”
Dunque, bisogna essere una specie di supereroe zen, capace di danzare tra gli opposti come un equilibrista su una corda sospesa sopra un mare di email e riunioni su Zoom.
Ma l’umiltà, ah l’umiltà! In un mondo in cui l’ego sembra gonfiarsi più velocemente di una mongolfiera, il leader del 2024 deve essere come un camaleonte, capace di adattarsi e cambiare colore a seconda delle circostanze, senza mai perdere la propria essenza.
Come disse il celebre esperto di management Peter Drucker, “Il più grande pericolo nei momenti di turbolenza non è la turbolenza stessa, ma agire con la logica di ieri.” Insomma, meglio essere un camaleonte che un dinosauro.
Un altro aspetto cruciale della leadership moderna è la capacità di fare da coach ai propri collaboratori. Il leader del 2024 deve essere come un allenatore sportivo che lavora instancabilmente per migliorare le competenze del proprio team.
Riconoscere i punti di forza e le aree di miglioramento di ciascun membro è fondamentale. Non si tratta di dare ordini, ma di dedicare tempo e risorse a sviluppare il potenziale dei propri collaboratori, offrendo feedback costruttivi e opportunità di crescita. Insomma, più Pep Guardiola e meno José Mourinho.
Questa dimensione di coaching richiede empatia e ascolto attivo. Il leader-coach deve essere in grado di mettersi nei panni degli altri, comprendere le loro motivazioni e paure, e guidarli attraverso le difficoltà con pazienza e comprensione.
Come scriveva John Whitmore nel suo celebre libro “Coaching for Performance”, “Il coaching consiste nello sbloccare il potenziale di una persona per massimizzare la sua performance.
Consiste nell’aiutarli a imparare piuttosto che nel limitarli a essere insegnati.” In altre parole, diventiamo tutti degli Yoda del business.
Non ci preoccupiamo solo dei risultati immediati, ma investiamo nel futuro del nostro team. Riconosciamo che il successo a lungo termine dipende dalla crescita continua e dal benessere dei nostri collaboratori.
Questo approccio crea un ambiente di lavoro positivo e stimolante, dove le persone si sentono valorizzate e supportate, pronte a dare il massimo delle proprie capacità. È come gestire un asilo nido, ma con meno pannolini da cambiare e più obiettivi di performance da raggiungere.
Inoltre, il leader-coach deve essere un abile comunicatore. Deve saper raccontare storie che ispirino e coinvolgano, utilizzando metafore e aneddoti per rendere i concetti più accessibili e memorabili.
Dale Carnegie, autore di “Come trattare gli altri e farseli amici”, diceva: “Il segreto del successo risiede nel modo in cui comunichiamo le nostre idee e nell’abilità di persuadere gli altri a vedere le cose dal nostro punto di vista.” Dobbiamo diventare tutti degli abili cantastorie, pronti a incantare le folle con le nostre parole.
Un altro aspetto della leadership del 2024 è la capacità di gestire il cambiamento con agilità e resilienza. Il mondo di oggi è in continua evoluzione, e il leader deve essere pronto a navigare attraverso le acque turbolente dell’incertezza con coraggio e determinazione.
Dobbiamo essere esempi di flessibilità, pronti a rivedere le nostre strategie e adattarci alle nuove circostanze senza perdere di vista gli obiettivi a lungo termine.
In questo contesto, dobbiamo anche promuovere una cultura dell’innovazione e del pensiero creativo, incoraggiando il nostro team a sperimentare nuove idee e a prendere rischi calcolati.
Come sosteneva Steve Jobs, “L’innovazione distingue un leader da un seguace.” Insomma, dobbiamo trasformarci in una sorta di MacGyver, pronti a trovare soluzioni creative con un elastico e una graffetta.
Il leader del 2024 deve anche essere un sostenitore del benessere e della sostenibilità.
In un’epoca in cui le questioni ambientali e sociali sono sempre più al centro dell’attenzione, dobbiamo dimostrare un impegno concreto verso pratiche sostenibili e responsabili.
Questo significa non solo implementare politiche aziendali rispettose dell’ambiente, ma anche promuovere un equilibrio tra vita lavorativa e personale per i nostri collaboratori. Dobbiamo essere degli equilibristi su una fune tesa tra il benessere individuale e la produttività aziendale.
Inoltre, dobbiamo essere dei difensori della diversità e dell’inclusione, creando un ambiente di lavoro dove tutti si sentono accolti e valorizzati, indipendentemente dalla loro origine, genere, età o orientamento sessuale.
Come sottolinea Brené Brown in “Osare in grande”, “La leadership non riguarda il titolo o l’autorità, ma la capacità di riconoscere il potenziale nelle persone e nelle idee, e il coraggio di svilupparlo.”
Dobbiamo trasformarci in una sorta di Supereroi della Diversità, pronti a combattere ogni forma di discriminazione e pregiudizio.
In conclusione, il leader del 2024 è un paradosso vivente: un direttore d’orchestra che sa suonare ogni strumento, un giardiniere zen che lascia che la natura faccia il suo corso, un equilibrista capace di danzare tra gli opposti e un camaleonte che non perde mai di vista il proprio cammino.
E, in tutto questo, riesce a mantenere una leggerezza che lo rende capace di volare sopra le difficoltà, senza mai far sentire agli altri il peso della sua leadership.
Ma soprattutto, è un coach dedicato, un comunicatore appassionato, un innovatore coraggioso e un promotore della sostenibilità e dell’inclusione.
Solo così potremo guidare il nostro team verso il successo in un mondo sempre più complesso e in continua evoluzione.
E, se tutto questo non funziona, possiamo sempre provare a diventare influencer su Instagram.