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Oggi sono i clienti a decidere dove far andare il mercato!
Vogliono dialogare, approvare nuovi prodotti e servizi, e in cambio ti promettono fedeltà.
Per capirlo basta navigare in internet o andare a vedere i social.
Quanti sono i brand che conosciamo dall’infanzia? E quanti invece quelli che vediamo per la prima volta?
Oggi il mercato on line è composto dai pochi marchi tradizionali “sopravvissuti” e un vero e proprio oceano di nuovi prodotti o servizi e addirittura di nuove start-up.
Ognuna di queste nuove aziende ha un obiettivo: farsi strada con la propria idea innovativa e rivoluzionare il mercato!
Il lancio di una nostra eventuale start up o di un nuovo prodotto e servizio farà parte di questo nuovo flusso e, anche nel caso in cui la nostra idea fosse davvero rivoluzionaria, dovremo combattere con la marea di altre nuove aziende altrettanto agguerrite che “lottano” per avere la poca attenzione del pubblico.
La sfida per essere visibili non può più essere combattuta con la pubblicità o acquistando spazi sui media, perché ormai il mercato è saturo.
La costruzione del brand è la strategia migliore per “catturare” l’attenzione dei nuovi clienti.
Creare un brand, un marchio, è diventato ormai indispensabile e va progettato a priori prima di iniziare qualsiasi tipo di attività.
È necessario capire come avere l’attenzione dei clienti, farli innamorare e condividere i valori comuni.
Risolvere i problemi dei clienti, migliorare l’esperienza, farli innamorare della novità che il nostro prodotto o quello che i nostri servizi promettono, è la chiave.
Per questo è importante basare il proprio brand su un bisogno comune da risolvere.
Il caso UBER insegna! È stato fondato per risolvere il problema della mancanza di taxi e averne uno più facilmente a disposizione .
Basare il proprio brand sulla soluzione dei problemi dei consumatori è fondamentale, ci permette di giustificare ogni nostra azione futura, rendendo ogni miglioramento un atto di generosità.
Sempre più spesso i clienti scelgono i brand da acquistare per il legame emotivo che li avvicina a essi.
Convenienza e qualità fanno ormai parte di una concezione di “marketing medievale”, di un modo di considerare i prodotti e clienti non rivolto al futuro.
Il cliente vuole essere coinvolto da un punto di vista Emotivo, è fondamentale, quindi, intercettare l’interesse del cliente e tralasciare di puntare sulla qualità che ormai viene data per scontata.
Quale prodotto ha vita lunga sul mercato se non è di qualità?
Quindi la domanda che ci dobbiamo porre, oltre a quale problema del mio cliente risolvo, è : come il cliente mi percepisce a livello emotivo?
Rispondere a questa domanda significa capire quali sono i valori comuni.
I clienti non sono più una massa di consumatori un po’ ciechi ai quali si può raccontare una storia qualsiasi, ma sanno distinguere un’etica genuina di un marchio che vi si attenga e per questo bisogna avere una trasparenza estrema sin dai primi passi.
La creazione ad esempio di una community è un passo che va in questa direzione.
Una community formata grazie alla condivisione di valori, attività e gusti personali e che si senta coesa perché vi si riconosce.
Quando oggi un cliente decide di scegliere un marchio al posto di un altro lo fa consapevolmente, sa che in questo modo si esporrà e verrà riconosciuto da altri come parte di un gruppo più ampio.
Per questo chi abbraccia un brand ne sposa anche le idee, i valori e la comunità di persone che lo scelgono.
Una community non si ferma a un post sui social media o a un bel logo con una grafica accattivante, ma è molto, molto di più: una dichiarazione personale che ogni cliente decide di rendere pubblica.
La comunità di clienti premia i marchi che hanno il coraggio di distinguere chi ne fa parte da chi invece ne è estraneo e spesso è caratterizzata da un’offerta di prodotti e servizi ben delineati e ben organizzati, nonché facilmente riconoscibili e per questo premianti.