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Nel pieno di una crisi economica e dovendo prendere decisioni importanti per la mia attività, un amico, piccolo imprenditore di successo con una tipografia ben avviata ancora in essere e credente come me, mi regalò un’immagine con scritto:
“Dio ti darà quello che più ti aspetti quando meno te lo aspetti.”
Una frase che mi folgorò e mi fece riflettere aprendomi nuovi scenari.
Ci sono decisioni che spettano solo a te Imprenditore, nonostante le persone che ti circondano: collaboratori, parenti, amici, ognuno con il proprio punto di vista sulla tua attività.
Tuttavia, la decisione è solo tua e qualunque sia la tua scelta, rischi di sbagliare agli occhi degli altri, perché non hai seguito i loro “calorosi” consigli.
Inoltre, se in famiglia ti vedono teso o arrabbiato e porti via il tempo che dovresti dedicare loro, non solo non capiscono, ma cominciano ad avere dei risentimenti nei tuoi confronti.
Stiamo ovviamente parlando di piccole imprese, dove il titolare è uno solo e dove tutte le decisioni, nel bene e nel male, sono sulle sue spalle.
Quella frase che mi ronzava in testa mi faceva capire che nella mia solitudine non ero sola, che c’era qualcosa dentro di me che mi dava una forte spinta: l’amore per il mio lavoro, quello che avevo costruito, la speranza di uscire da un tunnel e prendere in mano la situazione. E quindi non mi rimanevano che due strade: chiudere o cambiare, o per lo meno tentare perché non mi sentivo sola.
Come cambiare? Semplicemente avendo il coraggio di prendere atto della situazione in cui ti sei cacciato, guardando in faccia la realtà, facendo le giuste considerazioni e valutando che, se veramente non c’è più nulla da fare, devi avere il coraggio di chiudere e cambiare strada.
Un mio amico imprenditore aveva un’azienda con 200 operai, una grossa azienda della Brianza, che si è trovato di fronte alla crisi perché i suoi prodotti venivano realizzati nei paesi dell’est a un costo inferiore alla metà. Ovviamente si ostinava ad andare avanti ed ha avuto un crollo che lo ha portato davanti a una decisione: “mi suicido o cosa faccio?”.
Poi l’illuminazione, pensando alla sua situazione, ha deciso di trasformare il suo dolore e la sua esperienza in aiuto per gli imprenditori.
Da poco credente, ha costituito l’associazione “San Giuseppe Imprenditore” per aiutare i suoi colleghi nella sua stessa situazione a fermarsi prima. Ha istituito il telefono arancione ed oggi è un’associazione ben strutturata (www.sangiuseppeimprenditore.it).
Ora i figli sono diventati imprenditori in altri settori e l’associazione è di aiuto a molte imprese in difficoltà.
Ma per chi decide di andare avanti, c’è un unica strada: la Crescita Professionale, attraverso la formazione continua, che ti aiuta ad instradarti, a mantenerti al passo con i tempi, con le situazioni, ad essere preparato a fronteggiare crisi e sconvolgimenti che influenzino il mercato, a prendere le giuste decisioni per la tua attività.
Solo così potrai pensare:
“Dio ti darà più di quanto ti aspetti quando meno te l’aspetti”.
In sintesi: la solitudine dell’imprenditore si traduce nelle scelte che deve prendere da solo, quindi:
• Fermarsi prima, dopo aver fatto il possibile con cognizione di causa.
• Continuare a studiare per prepararsi a seguire il cambiamento inevitabile.
• Implementare strategie di resilienza e adattamento per affrontare le sfide continue.
• Coltivare una rete di supporto tra colleghi imprenditori per condividere esperienze e consigli e non essere o sentirsi solo ad affrontare i cambiamenti repentini.
E per iniziare il vostro cambiamento, provate a leggere “Come Cambiare e avere il coraggio di farlo senza paura!” di Marco Merangola!