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“TUTTI I CALCIATORI DELLA SQUADRA CONCORRONO A FARE GOAL”
Leader: il primo. Colui che è super!!!
Io preferisco pensare: colui che è il più coraggioso, il più audace, chi fa il primo passo verso qualcosa di diverso, di nuovo… qualcuno dinamico.
Agli appassionati di aforismi non sfuggirà in proposito il pensiero di Lao Tze: “Anche il viaggio più lungo comincia con il primo passo”.
È così che comincia il viaggio verso il cambiamento: con il primo passo, che consente di spostarsi dalla situazione attuale.
È come fare un salto nel buio, ma con la consapevolezza di intraprendere un cammino nuovo, che è molto stimolante, intrigante, arricchente, impegnandosi con tutte le forze a realizzare qualcosa di costruttivo.
Essere leader, il primo… di una squadra nella quale c’è coesione, dialogo e condivisione. Della squadra, ovvero delle persone che camminano accanto a lui e condividono visione e missione.
E se la squadra non segue il leader, il primus incompreso cercherà un’altra squadra.
Pioniere, ma nello stesso sempre consapevole della visione e della missione che si intende compiere; mediatore tra le diverse posizioni dei componenti di squadra; facilitatore per il buon esito degli obiettivi condivisi, talvolta costretto a decisioni impopolari, ma necessarie per il buon esito del progetto da compiere.
Questa ricalca la descrizione di un European Project Designer: un pianificatore costruttore di cambiamenti e trasformazioni sociali, ambientali, economici, personali.
Un progettista di “sogni” realistici, che si fondano su uno studio approfondito ed un’osservazione molto attenta dell’ambito in cui si vuole agire concretamente.
È il costruttore di un mondo diverso, che spera sempre migliore, sempre più ispirato ed aspirante alla messa in pratica dei suoi valori, tanti quelli economici, molti di più quelli umani.
Il “disegnatore di futuro” è in sostanza un leader che cammina nel presente, ma è già proiettato in avanti, anche per la sua squadra che, in un contesto funzionante, gli riconosce valore, condivide il progetto e ha fiducia nelle sue competenze, nelle sue forze e nelle sue capacità.
Leader… il primo tra pari, chi dà dignità ad ognuno degli altri componenti della squadra, facendo emergere i talenti di ciascuno, rafforzando la loro autostima, insegnando e guidando nella missione da compiere, ma nello stesso tempo non dimenticando che talvolta, anche nel business, un sorriso, una parola gentile, di conforto, di incoraggiamento, consente di ricordare a tutti che ognuno è soggetto a fragilità, ma nella fragilità non si è soli.
Ha una visione ottimistica della vita, anche se la vita l’ha in qualche caso steso a terra. E nonostante tutto ha trovato la volontà di rialzarsi, raccogliere le forze e la fiducia in sé prima di tutti gli altri, e di ripartire.
Ripartire verso un nuovo domani, verso nuovi orizzonti, anche se nessuno crede in lui… eppure lui ce la fa!
Il leader è prima di tutto una persona che vive tra persone, che dialoga con loro ed ascolta ciò che dicono, ma capace di interpretare anche il silenzio.
Anche se guarda avanti, all’innovazione, al digitale, verso gli obiettivi che l’Europa intende perseguire, non smette di avere un’attenzione particolare per ciò che lo circonda: dal proprio territorio alla propria squadra.
È in fin dei conti persona di centro e nello stesso tempo di attaccante di punta. Se fossimo in un contesto calcistico, potremmo pensare al leader come al giocatore che spedisce la palla in rete e che non dimentica che la palla gli è stata servita in quel punto del campo da calcio da ogni componente della sua squadra.
E allora, grazie squadra!!!
Ogni progetto realizzato da lui con la sua squadra che ha condotto al raggiungimento degli obiettivi progettuali è per lui un goal, un traguardo raggiunto, un pezzo di cambiamento realizzato che ha cambiato in parte il mondo, la società, la sua squadra, ma soprattutto ha cambiato se stesso… certamente in meglio!