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“Ulisse parola di leader” è un libro che ho scoperto recentemente mentre facevo una ricerca sul web.
Scritto da Giuseppe Zollo, professore ordinario di Ingegneria economico-gestionale all’Università di Napoli Federico II, e da Enrico Cerni, manager nella Corporate University di una multinazionale italiana, edito da Marsilio è una rilettura appassionata dell’Odissea, analizzata con l’occhio di chi vuole comprendere il presente.
Gli autori interrogano il protagonista del poema omerico per capire cosa possa dotare di leadership le persone che operano nella contemporaneità del XXI secolo.
Esistono molti altri titoli sul tema del leader del passato in comparazione al leader moderno, come ad esempio “Leader come Gesù: Lezioni dal più grande modello di leadership di tutti i tempi” di Ken Blanchard, Phil Hodges e Phyllis Hendry.
Forse, per molti Imprenditori che vogliono essere davvero Leader della propria azienda, è necessario leggere o rileggere anche questi libri per comprendere come deve essere il leader di oggi.
Poiché mi occupo di imprenditoria, mi chiedo: come deve essere il leader di oggi?
Bhe, mi immagino un leader con la “testa verde”, perché deve produrre prodotti sostenibili che non danneggino l’uomo e l’ambiente.
Troppi morti e troppe malattie sono state causate dall’amianto con cui si costruivano i capannoni, o da materiali tossici che provocano malattie e allergie.
Vivo in Brianza e ricordo ancora la devastazione dell’Icmesa di Seveso: quanti amici abbiamo prematuramente salutato!
La seconda qualità del leader è il pensiero inclusivo, che implica la creazione di un ecosistema di business.
Questo termine, già coniato dal mondo industriale, si riferisce a un gruppo di aziende che, come un ecosistema biologico, hanno creato un equilibrio e sono tra loro interdipendenti.
Appartengono a settori differenti, ma fortemente complementari, bilanciati da competizione e collaborazione reciproca.
L’obiettivo è lavorare insieme per apportare innovazioni nel mercato di riferimento, eventualmente anche utilizzando anche un nuovo modello di business.
La conseguenza è la creazione di un network che permette alle aziende di cooperare, senza più una focalizzazione individuale. Un altro aspetto che il leader non deve trascurare è la formazione continua!
L’aggiornamento e la crescita professionale, non solo per sé, ma anche per i suoi dipendenti e collaboratori che si mostrano particolarmente interessati e stimolati dal lavoro.
Il leader del futuro non può non tenere conto dell’aspetto sociale nel contesto in cui vive e opera.
Non può certamente farsi carico di tutti i problemi, perché non è un ente benefico, ma nello svolgimento del suo lavoro, il mondo esterno richiede attenzione al sociale, proprio nella creazione di prodotti e servizi per aiutare, magari, le persone più deboli a sentirsi meno sole ed emarginate.
Stanno, ad esempio, nascendo i co-housing, o spazi dedicati a persone diversamente giovani, ancora in salute e attive, che possono convivere negli stessi residence creati per gli anziani.
Magari sono famiglie in difficoltà, persone che hanno perso il lavoro o che vivono con uno stipendio minimo.
Bisognerà quindi pensare anche a servizi e prodotti per loro.
C’è poi l’imprenditore leader che produce servizi e prodotti per il mondo del lusso, portando il made in Italy nel mondo.
Ma il dovere principale del leader oggi, come allora, è riuscire a generare ricchezza attraverso il lavoro.
Chi si sente imprenditore leader deve quindi porsi come primo obiettivo quello di creare lavoro per gli altri, il denaro che gli darà il giusto compenso per il rischio che corre e l’impegno che ci mette sarà una conseguenza.