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Facciamo un salto nel passato.
Il panorama odontoiatrico era costituito dal classico dentista tuttofare, capo indiscusso del suo studio, solitario e unico.
Questo fino a 20 anni fa, qualche collega più lungimirante si era già organizzato in studi associati, ovvero in associazioni di colleghi che tendenzialmente avevano affinità diverse e si occupavano di diverse branche dell’odontoiatria.
Questi erano gli studi più moderni dell’epoca degli anni ’90.
Successivamente, come tante volte ho raccontato, siamo stati travolti dalla crisi odontoiatrica: pazienti in fuga all’estero e apertura di centri low-cost.
I piccoli studi sono stati travolti dalla crisi e tanti colleghi hanno chiuso per andare a svolgere la loro professione nelle cliniche low-cost. Sono rimasti in piedi i grandi studi associati, ma con qualche difficoltà.
Qualche settimana fa stavo chiacchierando con Giuseppe, mio caro collega settantenne che io definisco il mio psicologo.
Ovviamente lui ha un’esperienza di quasi 50 anni e mi dà sempre la sua visione saggia e a me interessa sapere il suo punto di vista.
“Vedi Chiara” mi disse “io avevo tre studi, tutti funzionavano bene e io guadagnavo molto, come tutti i nostri colleghi di quei tempi. Poi ad uno ad uno li ho dovuti chiudere, non c’erano più pazienti”. “Certo” risposi io “è arrivata la Croazia e i centri”. “ Si, ma sai qual è stato il nostro grande errore? Quello di non esserci confrontati tra di noi, eravamo soli in studio e non siamo cresciuti, siamo rimasti indietro e il mondo andava avanti”.
Questo racconto mi ha fatto riflettere molto. Io sono sempre stata a contatto con Università, ho lavorato in tante cliniche in cui ogni collega portava la sua esperienza e sviluppava una tecnica che aveva imparato da qualche parte.
Ci si confrontava e chi era più giovane imparava dal più anziano. In maniera spocchiosa i nostri “colleghi anziani” ci dicevano: “Guarda questa tecnica, perché questo sui libri universitari non lo trovi”.
D’altronde che la solitudine porti alla mancanza di progresso ce lo insegna la storia. Quando le popolazioni hanno iniziato a muoversi si sono scambiati alimenti, tecnologie, linguaggio ecc.
Al giorno d’oggi è tutto più semplice: l’avvento dei social e dei gruppi whatsapp hanno fatto sì che noi professionisti possiamo scambiarci pareri, opinioni e consigli su casi clinici e anche se questo non è esente talvolta da risse mediatiche è sempre fonte di crescita personale.
La cosa importante, qualunque professione stiamo svolgendo, è sicuramente il confronto, l’ascolto di chi ha qualche anno più di noi e il dialogo con coloro che stanno vivendo i nostri problemi.