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L’estate sta giungendo al termine e il canonico periodo vacanziero di agosto è ormai terminato.
Quante volte parlando con amici e conoscenti abbiamo sentito la frase “Ho bisogno di andare in ferie perché devo staccare la spina”?
Ma la spina da cosa?
L’essere umano non è una macchina composta da diversi strumenti o processori che possono essere accesi o spenti secondo necessità, ma è un complesso sistema dove corpo e mente sono interconnessi in maniera involontaria al fine di sviluppare qualsiasi nostra azione o pensiero verso un obiettivo, un desiderio o una semplice necessità. Corpo e mente che compartecipano costantemente sia in ambito personale che lavorativo.
Ma allora è possibile scindere la vita personale dalla vita professionale?
Quante volte ci è successo di etichettare le persone in due macrocategorie: la prima racchiude tutti quelli che lavorano sempre in maniera esagerata, quasi malati di workaholism, che non riescono ad allontanarsi dalla propria occupazione professionale spesso tralasciando la famiglia e gli affetti; la seconda raggruppa quelli che al contrario considerano il lavoro un qualcosa che viene tassativamente dopo gli impegni familiari e dopo i piaceri e bisogni personali.
O peggio ancora, quante persone conosciamo che alla mattina indossano la maschera del business e per le otto ore lavorative si atteggiano e comportano in una modalità completamente diversa da quella naturale e vissuta al di fuori delle mura dell’ufficio o dell’azienda?
Sono estremismi che per definizione sono dannosi e compromettono la nostra stessa libertà.
Non possono sussistere due mondi completamente separati, quello professionale da quello personale, ma devono essere bilanciati e legati da principi e valori della persona stessa.
Una coesione di valori per i quali è necessario investire delle energie con il giusto ritmo e una adeguata pianificazione.
Il buon equilibrio tra vita privata e lavoro, si conferma infatti essere oggi uno dei fattori maggiormente ricercati nella scelta di un’azienda, accresciuto maggiormente dall’esperienza pandemica e dalle nuove tecnologie che abbiamo imparato ad usare.
Pensiamo al concetto di smart working, un’operatività sempre più diffusa che ha portato il lavoro all’interno delle mura domestiche.
Un esercizio importante da farsi e che può essere di aiuto nel raggiungere il giusto equilibrio, è quello di identificare 3 o 4 valori personali per noi importanti, per i quali non si accettano compromessi e che dovranno essere difesi anche nell’ambiente lavorativo.
Avere un’azienda o far parte di un team che sposa dei valori diversi, se non addirittura contrapposti a quelli personali, rappresenta l’elemento base per indurci a vivere in due mondi non allineati o indossare stupide maschere.
Se proviamo poi a descrivere con un breve testo cosa per noi significano quei valori identificati, automaticamente otterremo quella che possiamo definire la nostra Vision, la nostra personale ragione di esistenza con la quale sognare e guardare lontano.
Fatto questo, dobbiamo mettere in atto con concretezza, un programma di obiettivi, con un elenco di traguardi che ci impegniamo di voler raggiungere al fine di confermare il nostro personale progetto di vita.
Diventa quindi facile comprendere che quanto riteniamo importante per noi stessi deve essere il più possibile coerente con l’obiettivo di business della nostra azienda o del posto di lavoro che occupiamo.
Se i valori sono gli stessi, se gli obiettivi aziendali e lavorativi sono la naturale evoluzione del nostro progetto di vita, mi chiedo nuovamente per quale motivo ci sia bisogno ad agosto di staccare la spina!
La risposta la dobbiamo cercare su altri due concetti che legano la vita personale a quella professionale: il ritmo e le energie impiegate. Avere padronanza del ritmo e saper gestire le giuste energie non è certo facile.
Per ritmo intendo la quantità e la frequenza di risposte agli impulsi esterni che ci permettono di essere fisicamente e psicologicamente attivati al “fare”, ma anche all’essere ambiziosi, proattivi ed accettare con curiosità le sfide e le novità.
Da non confondere con lo stress, in quanto quest’ultimo rappresenta l’errata gestione del ritmo, la percezione dello squilibrio tra le sollecitazioni ricevute e le risorse o energie che abbiamo a disposizione per affrontarle.
Parlando di energie invece dobbiamo ricordarci che non sono infinite ed è opportuno non sprecarle, ma gestirle invece in maniera equilibrata, sia in ambito lavorativo che per mirare ad uno stile di vita sano che ci permetta di rigenerare ulteriori nuove energie.
Non voglio addentrarmi in una lezione di salute, ma far riflettere su quanto sia fondamentale ritagliarsi del tempo per sé stessi, e per “sano” intendo un insieme di molti fattori: praticare uno sport, dedicare del tempo ai propri hobby, assicurarsi di dormire e riposare abbastanza, dare la giusta importanza alle relazioni, soprattutto familiari e di amicizia e soprattutto non permettere al lavoro di soffocare i piacevoli momenti di condivisione con le persone che ci stanno a cuore.
Programmiamo e pianifichiamo all’interno della settimana o della singola giornata i nostri spazi e fissiamoli sull’agenda come se fossero degli impegni lavorativi perché non hanno un’importanza minore.
Il prossimo agosto non stacchiamo la spina, non serve spegnere nessun computer o macchina, troviamo il nostro equilibrio e pianifichiamo.
Dall’ambito professionale non serve fuggire, ma entriamo semplicemente in modalità “risparmio energetico”, godiamoci le nostre ferie con quello che ci piace e ci fa star bene e soprattutto, al rientro, vediamo di tornare al lavoro senza staccare l’altra spina, quella della nostra vita personale.