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Prima di scrivere questo articolo, avevo in mente di portare un esempio di azienda sociale.
Tuttavia, dato il chiaro focus, mi sono chiesta se le due terminologie si sovrapponessero o avessero caratteristiche differenti. Così ho approfondito.
L’etica aziendale è utilizzata nel contesto commerciale con l’obiettivo di trarre profitto dai dipendenti e dall’azienda; mentre la responsabilità sociale è adoperata in senso più generale con l’obiettivo di apportare beneficio alla società. L’etica aziendale è di natura più obbligatoria della responsabilità sociale.
In effetti, la differenza risiede proprio qui. Parlando con il presidente Giuseppe Paglivaniti, fondatore dell’ente “Villaggi Benessere Insieme”, ho compreso un nuovo concetto di comunità, in cui il residente è immerso in un’innovativa concezione residenziale.
A Mestre infatti, sono stati realizzati 7 residence di circa 510 appartamenti che ospitano circa 700 persone anziane autosufficienti, giovani separati/e e famiglie con disabilità rimaste sole, con annesso un Centro Commerciale di Solidarietà intitolato a “Papa Francesco”.
Sta investendo moltissimo acquisendo aree dismesse in varie zone del Nord Italia, in particolare in Brianza. Paglivaniti mi spiegava che gli utili devono essere reinvestiti e che loro prendono uno stipendio per il loro lavoro.
Essere etici vuol dire fare utili, ma essere responsabili.
E quindi essere attenti all’ambiente, al lavoro dei dipendenti, al rapporto corretto con fornitori e clienti. Tutto questo non implica non fare utili.
Correttezza nel mondo del lavoro e sostenibilità sono un volano anche per acquisire profitti in crescita, perché le persone vivono in modo inclusivo in un ambiente lavora ambiente lavorativo piacevole, i clienti si sentono compresi nelle loro aspettative, i fornitori sanno di avere a che fare con persone serie e corrette e la fiducia cresce.
A volte pur di vendere, alcune persone forniscono numeri inesistenti. Questo accade per esempio nel mio settore di organizzazione di eventi. Il cliente vuole sentirsi dire che ci saranno 1000 persone all’evento, mentre so che ce ne saranno solo 50.
Lo informo chiaramente, spiegando il perché e come agiamo.
Questo forse mi fa rischiare di perdere un cliente, ma se decide di essere partner, sa che i numeri sono quelli.
L’ambiente di lavoro è importante per un dipendente. Deve sapere di lavorare in un ambiente sicuro e tutelato in ogni sua forma sindacale e di operare in un clima di inclusione, dove i problemi vengono affrontati.
Essere costretti a lavorare con colleghi che spesso ti mettono in un angolo è demotivante, fa scendere l’autostima, è mortificante e crea tensioni che poi si ripercuotono non solo sul posto di lavoro, ma anche sulla vita familiare. Per questo alcune aziende hanno cominciato ad avvalersi della presenza di un coach o di uno psicologo.
La sostenibilità implica pensare in modo sostenibile, con attenzione all’ambiente, al riciclo, al risparmio energetico, ad evitare consumi di acqua e sprechi in genere. Nelle aziende, a volte, questi sono inevitabili: infatti, per alcuni settori, vi sono aziende molto energivore e quindi bisogna trovare soluzioni.
Questa significa risparmio anche per le aziende stesse.
Esempi di aziende etiche? Barilla, Coca Cola, Banca Intesa, queste tra le più grosse, ma vi sono anche molte piccole aziende che hanno adottato l’etica come valore, compiendo un lungo percorso di innovamento per arrivarci.
A proposito di banche vorrei citare tra tutte banca Etica nella cui pagina web si legge questa frase che riassume tutti i valori di un’azienda etica: “Banca Etica: l’interesse più alto è quello di tutti”.
È una banca libera, indipendente e cooperativa che opera per l’interesse collettivo. Finanzia progetti sociali ed ambientali positivi, monitora e misura i cambiamenti positivi per le persone e il pianeta e offre anche servizi bancari.
È comunque una banca in attivo, con i suoi dipendenti, e fa sicuramente utili come qualsiasi altra attività, ma vuoi mettere il senso di orgoglio di avere profitti e contemporaneamente aiutare il territorio a svilupparsi in modo sostenibile?