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Il primo ingrediente per il successo è cambiare il nostro modo di pensare a parità di opportunità, ma solo alcune persone riescono a cambiare e così raggiungere il “successo”.
Questo perché il successo richiede un cambiamento fondamentale nell’approccio alla vita.
Il primo ingrediente di cui abbiamo bisogno, quindi, è un cambio radicale di pensiero, che porta a elaborare una nostra personale filosofia.
Dobbiamo entrare nell’ottica, quindi, che se non cambiamo i pensieri non potremo cambiare nemmeno tutto il resto e ci ritroveremo nello stesso circolo vizioso di cui siamo stati vittime in precedenza.
Con la perseveranza si può arrivare in luoghi che inizialmente ci sembravano irraggiungibili.
Il 95% delle persone non riesce a cambiare, contro un 5% che invece ottiene dei risultati di valore.
Le attività da attuare per iniziare un cambiamento spesso sono molto facili da fare, ma anche da non portare avanti: ecco il primo motivo per cui solo alcuni le fanno.
Secondo, i risultati sono invisibili: occorre quindi una forte motivazione, perché solo sulla media e lunga distanza si può vedere dove ci porteranno.
Terzo, sembrano insignificanti, proprio perché non se ne vedono i risultati nel breve termine.
Quando si parla di cambiamenti, spesso si sente dire che è necessaria molta forza di volontà.
La forza di volontà non può supportare un cammino di cambiamenti positivi costanti, per il quale abbiamo invece bisogno di un alleato che è già a nostra disposizione: si tratta del tempo! I più determinati abbinano al tempo un coach.
Delle azioni rilevanti ripetute ogni giorno, sommate al tempo, danno risultati notevoli; con il supporto del coach il fattore tempo viene ridotto.
Ciò che dobbiamo fare è scegliere delle azioni significative in modo che il loro ripetersi possa dare il risultato desiderato.
Oggi le narrazioni a cui il cinema e la televisione, ed ancora di più i social media, ci hanno abituato condensano tutti gli avvenimenti in sequenze veloci, omettendo di narrare cosa avviene davvero quando una persona rivoluziona la sua vita.
Allo stesso modo, crediamo che esista un momento perfetto in cui intraprendere le azioni che possono portarci verso il successo: un giorno in cui saremo abbastanza preparati, avremo abbastanza denaro, avremo abbastanza fiducia in noi stessi.
La verità è che il momento giusto non esiste e che la nave tanto attesa è già di fronte a noi: tutto ciò che dobbiamo fare è scegliere di cominciare, di intraprendere la prima piccola azione della serie che ci porterà a migliorarci.
Il successo non dipende dal caso e non arriva all’improvviso senza che il terreno sia stato preparato.
Ogni cosa ha bisogno di essere piantata e coltivata, perché se ne possano raccogliere i frutti.
Le piccole azioni, le piccole cifre, i piccoli progressi sono quelli che danno maggiore stabilità nel tempo.
Ogni mattina ci troviamo di fronte a una scelta: quello che accadrà nella nostra vita dipende da cosa scegliamo di fare e da come decidiamo di vivere quella giornata.
Gli obiettivi che raggiungiamo nell’arco della nostra esistenza non dipendono dal fatto che siamo delle brave o delle cattive persone.
È tutto legato alle piccole azioni: ogni giorno, quando la sveglia suona, abbiamo la possibilità di decidere cosa fare della nostra vita.
Il tempo è il nostro alleato per trasformare quella possibilità in successo, ma molti credono che il tempo sia un nemico.
La verità è che ci possono essere entrambe le cose: se agiamo con disciplina ci aiuterà a ottenere dei risultati, se invece compiamo una serie di errori di giudizio ci metterà a rischio.
Ciò che otteniamo nel corso del tempo è anche questione di responsabilità e colpa. Questi due sono gli stati mentali opposti rispetto ai quali si collocano le azioni della nostra vita.
Se lo stato che predomina è quello della colpa andremo verso il fallimento.
Incolpare gli altri o se stessi o le circostanze, infatti, toglie il potere che dovremmo sempre avere nelle nostre mani.
Se invece nelle nostre vite predomina lo stato di responsabilità, si aprirà la strada per il successo: questo è il solo modo per riuscire in ciò che si fa.
Un’ altra discriminante importante è data dal pensare al passato o al futuro: il passato non va ignorato, ma deve essere usato come uno strumento utile a comprendere ciò che è stato e usarlo per costruire il futuro.
Ciò che invece dobbiamo evitare è usarlo come un’arma che ci porta a risentimento, rimorsi e rimpianti, tutte cose improduttive e dannose.
L’apprendimento e il miglioramento sono necessari per raggiungere i nostri obiettivi, perché è sempre necessario correggere la traiettoria.
Possiamo imparare in modi diversi: attraverso lo studio, ovvero dalla teoria, oppure dalla pratica, facendo qualcosa e mettendoci alla prova.
Entrambe le cose sono necessarie e si integrano: la conoscenza, infatti, ha bisogno della pratica per dare i suoi frutti.
Esiste poi una terza modalità, che consiste nel rivolgersi a un coach professionista, che ci fornisca un modello-metodo-processo da seguire.
A questo punto, unendo tutte e tre le cose, il cerchio si completa e possiamo davvero raggiungere un livello superiore di sviluppo personale. Il potere di farci affiancare da un coach è alto e per questo dobbiamo sceglierlo con cura.