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Come deve essere il leader del 2024

La questione della leadership è il pensiero che attanaglia chi fa il “mestiere” dell’imprenditore.

Come posso diventare un buon leader?
Quali caratteristiche o competenze mi mancano?
Quali e quante ne dovrò acquisire?

Io partirei sempre da un concetto fondamentale, un concetto che riguarda la natura di cui facciamo tutti parte, anche se alcune volte facciamo finta di dimenticarcene.

In natura esiste la “legge del raccolto” preparare il terreno, seminare, annaffiare, seguire la crescita e lo sviluppo, fino alla piena maturità, questo è l’unico modo per ottenere risultati attesi.

Si parla di delega, rendere autonomi e consapevoli i dipendenti, ma questo non si ottiene soltanto con la diffusione e l’applicazione delle pratiche, sono necessari i princìpi.

Le pratiche sono il “cosa” c’è da fare, ovvero azioni specifiche che si adattino a circostanze specifiche.

I princìpi sono il “perché”, si tratta degli elementi su cui si costruiscono le pratiche.

Quando formiamo le persone, spesso insegniamo abilità e pratiche, il modo specifico di svolgere un determinato compito.

Se insegniamo le pratiche senza far luce sui princìpi, tendiamo a rendere le persone dipendenti da noi, in pratica, impediamo loro di essere autonomi, ne limitiamo l’efficienza.

I tratti del carattere essenziali per un successo nella leadership sono tre: integrità, maturità, mentalità dell’abbondanza.

 

Integrità: è con la coerenza che diamo valore a quello che siamo e a quello che facciamo.

Una volta identificati i nostri princìpi personali e organizzate le nostre priorità, sviluppiamo il “valore di sémantenendo promesse e rispettando gli impegni.

 

Maturità: quando una persona è in grado di esprimere i suoi sentimenti e le sue convinzioni tenendo in considerazione i sentimenti e le convinzioni altrui, ha raggiunto
la maturità.

 

Mentalità: è la capacità di condividere riconoscimenti, profitti e responsabilità. Trasforma la gioia personale in gioia collettiva, permette crescita e sviluppo.

 

Una delle caratteristiche peculiari delle persone basate sui principi è che non smettono mai di imparare. L’apprendimento continuo nasce dalla curiosità e dall’educazione costante a far tesoro delle esperienze.

I Leader dai sani principi leggono, seguono corsi, ma soprattutto ascoltano gli altri, imparano attraverso le orecchie e gli occhi, sono interessati a quello che gli altri hanno da dire, fanno sempre domande e ascoltano le risposte. Inoltre, guardano alla loro vita come a una missione, non come a una carriera.

Li Caratterizza la positività: questa energia positiva è come un campo energetico che li circonda e che è capace di modificare i “campi energetici negativi” intorno a loro.

L’attitudine alla positività nasce dall’energia della mente e del corpo, ed entrambe vengono anche dal benessere fisico.

La fiducia e l’apertura nei confronti degli altri si esprime, ovviamente, con la capacità di lavorare in team: lo spirito di squadra crea un legame molto potente sul piano emotivo, grazie al quale le persone sono disposte a subordinare i loro desideri immediati a vantaggio di relazioni a lungo termine.

Il leader che controlla gli altri attraverso la paura è destinato a scoprire nel peggiore dei modi perché il suo controllo, basato sulla coercizione, è ingannevole e temporaneo.

La leadership illuminata invece, si basa su un senso di equità: le persone tendono a “seguire” il loro leader se sentono di ricevere equamente per ciò che stanno dando.

Si tratta di un legame che dura finché il collaboratore sente di guadagnare dalla relazione instaurata con il leader.

Il potere centrato sui principi ha tutta un’altra tenuta e qualità, rappresenta l’eccellenza in tutte le relazioni.

In sintesi il leader del futuro dovrebbe esercitare una leadership basata sui valori, non sulla paura o sull’utilitarismo.

La vittoria privata precede la vittoria pubblica.

La padronanza di sé e l’autodisciplina sono le radici delle buone relazioni con gli altri.

Per avere successo, la leadership deve essere animata dalla volontà di capire il bisogno dell’altro.

Consigliare senza prima capire è uno dei grandi errori che minano la leadership.

Luca Ciolini:
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