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“Come le professioni legali hanno risposto all’evoluzione tecnologica e si stanno innovando”.
È tempo di cambiamento ed anche gli avvocati devono adeguarsi e stare al passo.
I tradizionalisti avranno sicuramente difficoltà ad adattarsi alla nuova epoca, in cui la trasformazione continua e le sfide digitali sono all’ordine del giorno.
Anche l’avvocato deve evolversi ed innovarsi. La digitalizzazione ormai è un passo obbligato per chi vuole occuparsi del contenzioso, sia civile che penale che amministrativo, in quanto il processo telematico è ormai a tutti gli effetti in uso: tanti spostamenti verso gli uffici giudiziari si possono evitare a patto che il legale diventi sempre di più un esperto in utilizzo di piattaforme digitali, software e collegamenti ipertestuali.
Per certi aspetti la digitalizzazione è stato il primo step di un’evoluzione professionale cominciato parecchi anni fa, quando il personal computer ha superato la macchina da scrivere.
Ora non solo ha consentito di andare oltre, ma ha anche aperto numerose possibilità di informazione e formazione, permettendo di frequentare corsi ed eventi formativi anche trasmessi dall’estero, potendosi collegare alla rete comodamente dalla poltrona del proprio ufficio.
La grande sfida che oggi deve superare un avvocato è sicuramente l’intelligenza artificiale: se da un lato parrebbe la sfida più “tosta”, dall’altro può essere un modo con cui ciascun avvocato può mettersi in gioco e proporsi professionalmente in modo completamente diverso.
In che modo?
In primo luogo nel trovare nuovi contenuti su cui specializzarsi, o guardando da una prospettiva diversa le solite materie (sempre il civile, il penale e amministrativo), che possono essere proposte in chiave parzialmente diversa e sempre più in modo settoriale.
Pertanto, perseguendo l’obiettivo della promozione sui social media come specialisti in un determinato, specifico e particolare settore, cercando riconoscimento in quel contesto, l’avvocato si appresta a diventare abile comunicatore e non più semplice descrittore delle controversie, in fatto ed in diritto, per il giudice.
Ma per quegli avvocati che avevano un’indole ed una sensibilità particolare, ritenendo di inserirsi nel contesto professionale con una specializzazione insolita rispetto ad altre, quella dell’europrogettazione, non è stato poi così difficile accettare la sfida dell’innovazione e della digitalizzazione.
Sicuramente la rete ha consentito di ampliare gli strumenti con cui un progettista può operare: primi tra tutti, le banche dati per il reperimento in tempi record dei bandi, ma anche la possibilità di connettersi e trovare i partenariati migliori per la predisposizione ed esecuzione dei progetti stessi, migliori possibilità di comunicazione e di confronto attraverso gli incontri online.
L’europrogettista è il professionista che propone cambiamento e innovazione a costo zero per i soggetti che vi si accostano.
Rispetto all’ordinario avvocato ha sviluppato skills anche diverse, sebbene complementari a quelle che richiede ordinariamente la professione forense: da quelle linguistiche a quelle di team building, al project management e delle relazioni.
Per effetto della cosiddetta contaminazione o impollinazione, alcuni strumenti delle competenze complementari acquisite per l’europrogettazione sono stati anche calati nella ordinaria attività dello studio, contribuendo a diversificare ulteriormente un avvocato sicuramente atipico, ma con tanta voglia di creare positività e benessere al contesto in cui gli è richiesto di operare.
Che un giorno l’intelligenza artificiale renda inutili tutti gli avvocati, anche quelli che hanno competenze in europrogettazione?
Secondo me, no. Ogni avvocato ha un background personale unico, fatto di esperienze, formazione, sensibilità personale e modalità uniche di approccio alle problematiche ed ai bisogni su cui intervenire.
Non credo che, almeno per il momento, l’I.A. riuscirà a riprodurle. E se anche ci riuscisse, una cosa, credo, non riuscirà a fare: intervenire con una pacca sulla spalla, con un sorriso, con un incoraggiamento e ispirando motivazione e coraggio… perché il tocco umano, sarà sempre e comunque il tocco umano.