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Il ramo medico in generale e soprattutto quello dentale si basa sull’innovazione e sulla tecnologia, le evoluzioni tecnologiche sono molte e si sviluppano molto rapidamente.
Dopo 20 anni dalla laurea posso raccontare la storia dell’odontoiatria e quando mi guardo indietro vedo una rapida evoluzione.
Spesso mi confronto con i ragazzi giovani neolaureati, racconto come lavoravamo solo poco tempo fa e loro mi guardano a volte con un volto scioccato e spesso mi chiedono :”ma cos’è questo?” E io rispondo : “Ah già certo, tu praticamente non eri ancora nato”.
A parte sentirmi molto vecchia, ciò mi fa riflettere su quali siano stati i progressi.
I principali sono stati fatti nei sistemi radiografici, nei sistemi di impronta, nell’informatizzazione delle cartelle cliniche, nei software dei Device, nei materiali da otturazione, nelle superfici degli impianti dentali, nelle tecniche chirurgiche.
Classico esempio è l’amalgama dentale: materiale utilizzato moltissimo in passato per fare otturazioni “scure”, che ora è stato completamente soppiantato dalle resine composite; ovviamente, perché queste ultime potessero avere resistenza e durezza sufficiente a comparare l’amalgama dentale, ci sono voluti alcuni anni e una importante evoluzione.
Ora l’amalgama dentale è stata completamente abolita.
Un altro esempio è stata l’informatizzazione delle radiografie endorali: le piccole radiografie che si fanno in poltrona.
Un tempo si utilizzava una pellicola che andava sviluppata in una piccola camera oscura contenente dei liquidi di sviluppo.
Per ottenere un’immagine nitida e senza macchie era necessario lavarla accuratamente ed asciugarla con cura.
Venivano poi raccolte in un portaradiografie in plastica. Tutto ciò ormai è storia.
Ora utilizziamo un sistema informatico che ci permette immediatamente di visualizzare l’immagine su computer e catalogare le immagini direttamente nella cartella del paziente.
Un’altra grande innovazione è stata lo sviluppo dell’impronta digitale: tramite uno scanner intraorale possiamo rilevare l’impronta di tutta l’arcata dentale, il file viene spedito al laboratorio odontotecnico che creerà il manufatto protesico partendo da un’immagine digitale.
Questo ha permesso di eliminare l’utilizzo dei fastidiosi materiali da impronta, di poter far vedere al paziente in tempo reale la condizione della sua bocca, il tartaro, eventuali carie dentali e ha eliminato lo stoccaggio dei modelli in gesso nello studio odontoiatrico.
Quindi nel campo odontoiatrico impossibile non pensare ad una continua evoluzione in campo tecnologico perché sta alla base dell’attività odontoiatrica stessa e chissà quali altre innovazioni ci attenderanno in futuro: chissà se riusciremo mai a far nascere nuovi denti una volta persi quelli malati.